Ebbene sì, forse ero rimasta l’unica a non avere ancora fornetto e smalti adatti per l’applicazione del semipermanente in casa. E’ un trend che senza dubbio ha spopolato ormai da parecchio quello degli smalti semipermanenti, che siano applicati in casa o dall’estetista di fiducia. Quindi non mi restava che provare a lanciarmi in questa nuova esperienza!  In questo post in particolare non vi parlerò solo della mia prima esperienza con gli smalti semipermanenti, ma anche di quelli che sono stati i prodotti a cui mi sono affidata per approcciarmi a questa tipologia di manicure.

Mi sono affidata alla mia profumeria di fiducia, Caddy’s, e rivendendo esclusivamente prodotti Layla Cosmetics per la manicure semipermanente ho deciso dunque di fare un primo approccio con questo brand. Tuttavia, potete trovare anche su Amazon a prezzi ancor più bassi tutti gli strumenti necessari per iniziare, compresa una lampada UV che avevo adocchiato inizialmente e che costa soltanto una decina di euro: potete quindi considerare svariate alternative, dalla più economica alla più costosa!

Partiamo dapprima da ciò che ho acquistato io: ho rivalutato l’acquisto del fornetto su Amazon a un prezzo stracciato, ma non perché non lo ritenessi apparentemente valido, bensì perché in profumeria sono riuscita a trovarlo con il sistema a bulbi LED ad un prezzo di soli €32,90. Da notare infatti che solitamente le lampade con luci LED sono più costose rispetto alle UV, arrivando a superare anche le 50 euro. Questa di Layla in particolare è piccolina, leggera, ma ben funzionante ed è da 8 Watt: non ha il timer incorporato con lo spegnimento automatico, ma per me poco importa. La particolarità di questa lampada è che ha i bulbi posizionati anche lateralmente, quindi valida se volete inserire direttamente tutta la mano e fare velocemente, invece di lasciare il pollice da solo, in quanto i raggi riescono a raggiungere lo smalto, polimerizzandolo, in più angolature.

Il segreto per una buona resistenza dello smalto? Sicuramente è il buffer, anche conosciuto come quel “mattoncino” che va a sgrassare lo strato superiore dell’unghia, permettendo così che la manicure sia ben salda e che il prodotto non scivoli via durante l’applicazione. Io l’ho trovato ad €1 dai cinesi e fa il suo egregio lavoro. Oltre a “bufferizzare” la superficie delle unghie, è necessario però che non vi siano piccole imperfezioni come ad esempio quelle fastidiose pelliccine attorno alle unghie, dunque prendetevi molto tempo anche per tirare indietro le cuticole e limare per bene, così da dare alle unghie una forma ottimale.

Dopo questi passaggi e dopo aver eliminato con un pennello le polveri depositate sulle unghie, potete passare senza alcun problema all’applicazione dello smalto Layla One Step: la colorazione che ho scelto io è la n°44 ed è una bella punta di rosso acceso ed elegante. Il colore è pieno sin dalla prima passata e la formula di questo smalto è davvero molto liquida e facile da stendere. Tuttavia, ricordatevi sempre di non stendere questo prodotto troppo vicino ai bordi dell’unghia in quanto, una volta inserita la mano nel fornetto, il colore potrebbe spandersi durante la polimerizzazione verso l’estremità, e vi ritroverete poi ad avere lo strato di smalto sigillato alla pelle o alle cuticole. Se accade, il rischio è quello che il lavoro si solleverà del tutto non appena lo strato si distacchi, dunque se succede consiglio di limare lo strato in eccesso fin quando non si è del tutto rimosso e di non fare bruschi sollevamenti, così da evitare che il resto del semipermanente polimerizzato si innalzi.

Questo smalto l’ho acquistato ad una cifra di circa €12 ed essendo One Step, quindi non ha bisogno né di primer, base e top coat per l’applicazione, ha generalmente un costo leggermente più alto rispetto ai classici colori semipermanenti, proprio perché questi ultimi non possono essere applicati da soli. Per un colore intenso, mi sono bastate due passate, ma soprattutto non è necessaria l’azione di uno sgrassante a fine lavoro per rimuovere lo strato di dispersione. Ad ogni modo, questo smalto polimerizza in lampada LED in un minuto, ma preferisco impiegare un minuto in più per sicurezza, mentre per le lampade UV il tempo di polimerizzazione è maggiore e si aggira attorno ai 3 minuti circa.

 Ho comunque per voi la foto del risultato dello smalto con l’applicazione classica, quindi seguendo tutti gli step dal primer fino al top coat e sgrassante (è la manicure che presenta lo strass all’anulare), e la foto del risultato del lavoro con la sola applicazione di questo colore. Ovviamente, se vengono rispettati i classici passaggi, il risultato finale risulterà più spesso sulle unghie per via di stesure in più di prodotto, ma anche più lucido e duraturo.

Provandolo come nasce, ovvero come One Step, questo prodotto mi ha comunque sorpresa: è durato ben 3 settimane senza presentare nel contempo scheggiature alle punte, ma nonostante questo pregio, l’unico difetto che ho potuto riscontrare è che ovviamente tendeva con il passare del tempo ad opacizzarsi ed inoltre le unghie non avevano un’adeguata protezione come base, quindi al momento della rimozione le unghie potevano presentare sfaldature od essere comunque fortemente indebolite.

A tal proposito, per la rimozione ho acquistato il solvente specifico, sempre di Layla, ad un prezzo di circa 8 euro. Potete comunque rimuovere il tutto con una lima, tenendo conto che non deve avere una grana troppo spessa (circa 100/120), ma in questo modo esporrete l’unghia ad un indebolimento maggiore e rischierete di farvi male assottigliando troppo il letto ungueale. La migliore soluzione sarebbe quindi prima limare lo strato superficiale di prodotto per assottigliare così lo smalto, successivamente poi procedere con gli impacchi di solvente per circa una decina di minuti e poi rimuovere eventuali residui con un bastoncino per spingere le cuticole. In fine, è importantissimo idratare le unghie con dell’olio, che può essere o di mandorle oppure d’oliva e lasciarle respirare per qualche giorno senza applicare nuovamente il semipermanente, oppure utilizzando uno smalto indurente.

Questa in sostanza era la mia primissima esperienza con il semipermanente! Ovviamente non sono un’esperta, né un’onicotecnica, ma mi piacerebbe molto comunque poter in futuro effettuare dei corsi professionali. Ho imparato esclusivamente attraverso l’aiuto di amiche che già si cimentavano a realizzarlo autonomamente, ma soprattutto attraverso l’aiuto di ragazze che su YouTube mostrano semplici tutorial per poter cominciare. Ad ogni modo, se volete chiedermi altre info in più riguardo questi prodotti menzionati, potete benissimo scrivermi qui sotto nei commenti e sarò felicissima di rispondervi 🙂

Non perdetevi comunque i prossimi post, dove vi parlerò di ulteriori prodotti sempre per semipermanente che sto provando in quest’ultimo periodo!